Estintori a co2
L'estintore a CO2 è adatto per spegnimento di fuochi di classe B e C; essendo un gas inerte e dielettrico (di natura isolante), la normativa di prevenzione incendi ne prescrive l'installazione in prossimità dei quadri elettrici. 

Al momento dell'azionamento, l'anidride carbonica contenuta nel corpo dell'estintore, spinta dalla propria pressione interna, pari a circa 55/60 bar (a 20°C).

Raggiunge il cono diffusore, dal quale, attraverso il passaggio obbligato attraverso un filtro frangigetto si espande, con una temperatura di circa -78°C, sottoforma di neve carbonica o ghiaccio secco. 

Il gas circonda i corpi in fiamme, abbassa la concentrazione d'ossigeno e provoca lo spegnimento per raffreddamento e soffocamento.

Gli estintori a CO2 (Anidride Carbonica), per la loro azione istantanea, sono indubbiamente i più efficaci, in particolare per cabine elettriche, di trasformazione, etc. 

Estintore ad anidride carbonica
È costituito da un serbatoio realizzato in un unico corpo senza saldature, può essere realizzato con acciaio di buona levatura, o in lega leggera. La particolarità del serbatoio è quella di resistere alla pressione che il gas sviluppa a vari stadi di temperature quali: -20°C ~19 bar, + 20°C~ 60 bar, +60°C~170 bar.

Gli estintori che non sono soggetti a verifiche periodiche secondo quanto previsto dalla direttiva 97/23/CE (DLg 93/2000) devono essere collaudati ogni 10 anni mediante prova idraulica della durata di 30 sec. Alla pressione di prova (Pt) indicata sul serbatoio.

Gli estintori costruiti prima della direttiva PED devono rispettare le scadenze indicate dalla legislazione in materia di gas compressi e liquefatti.

Sull’ogiva della bombola deve essere riportato : pressione di collaudo, anno di costruzione, numero progressivo, tara, eventuali date di collaudo.

In genere l’ogiva degli estintori a CO2 è di colore grigio ma non è obbligatorio per norma questa colorazione.
L’estintore ad anidride carbonica ha una valvola di sicurezza che interviene quando la pressione interna dell’estintore per vari motivi supera i 170 bar, in questo caso il dischetto metallico che costituisce il tappo della pressione stessa si rompe e permette la completa depressurizzazione dell’estintore.

L’estintore a CO2 è approvato per i focolai di classe B-C, non è adatto sui focolai di classe A perché in virtù della proprietà insita nei gas di evaporare produrrebbe solo un abbassamento momentaneo della temperatura senza l’inibizione delle braci prodotte dall’incendio e quindi certamente dopo la scarica si verificherebbe il riaffiorare dell’incendio.

Inoltre per la sua dielettricità l’anidride carbonica è indicata per la protezione di quadri elettrici, può estinguere incendi di natura elettrica su apparecchiature sotto tensione fino a 1000 V.

Il dispositivo di scarica dell’estintore a CO2 è composto da un tubo ad alta pressione collegato ad un cono diffusore realizzato in materiale sintetico PVC (resistente agli shok termici) con la presenza di un impugnatura, per evitare all’operatore eventuali ustioni da freddo, infatti, la repentina fuoriuscita del gas dall’estintore e la conseguente evaporazione, provoca un brusco abbassamento della temperatura (-79°C), per questo abbassamento di temperatura, le parti metalliche dell’estintore divengono freddissime e pericolose se toccate con mano scoperta dall’operatore.

Inoltre il brusco abbassamento di temperatura che subisce nella sua trasformazione l’anidride carbonica è tale da solidificare il liquido in uscita che assume la denominazione di “neve carbonica” o “ghiaccio secco”.

Negli estintori con 2 Kg di carica, il cono diffusore è direttamente collegato alla valvola di intercettazione.
Prima di intervenire con l’estintore a CO2 verificare la tenuta dei collegamenti cono tubo , tubo - valvola.

Azionare l’estintore e dirigere il getto alla base delle fiamme cercando di coprire le stesse con la nuvola di CO2 che si sprigiona dall’estintore per ottenere: effetto di soffocamento, effetto di raffreddamento, quindi l’estinzione del focolaio.

NOTA: L’estintore a CO2 a causa della forte evaporazione del gas, ha una gittata efficace limitata. Per cui è necessario avvicinarsi il più possibile al focolaio, utilizzando opportuni mezzi di protezione, per ottenere l’estinzione del principio d’incendio.

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